Skip to content
(+39) 0574 6561 |  segreteria@prato.confartigianato.it  |  | Consulta la Webmail |

Confartigianato e Cna: aumento Tari, risultato delle non scelte

Aumenti indiscriminati della Tari ? “Ora basta, la misura è colma”. A mandare un messaggio chiaro a Regione Toscana, Alia e istituzioni locali del territorio sono i vertici di Confartigianato Imprese Prato e CNA Toscana Centro, che di fronte all’ennesimo aumento delle tariffe, parlano chiaramente di “un sistema economico ormai sotto forte stress, che combatte ogni giorno per difendere una capacità competitiva già minata dai rincari energetici e dall’aumento del costo delle materie prime”

Come ribadisce il Presidente di Confartigianato Imprese Prato, Luca Giusti: “Dobbiamo prendere atto che ancora una volta una ‘non scelta’ da parte dell’ente regionale riguardo la dotazione di impianti, porta a un inevitabile inasprimento delle tariffe di smaltimento rifiuti – dice Luca Giusti, presidente di Confartigianato Imprese Prato – Da decenni, in linea con le altre associazioni di categoria, chiediamo che venga implementato un piano rifiuti che risponda alle esigenze delle imprese e del territorio: una voce ancora una volta inascoltata ma che continua a ribadire l’urgente necessità di un termovalorizzatore e di un sistema di smaltimento efficiente.
Nell’immediato, di fronte a questa situazione, quello che chiediamo con forza all’amministrazione comunale, è di intensificare al massimo la lotta all’evasione, perché al danno dell’aumento si aggiunge la beffa che le aziende serie e corrette sono chiamate a pagare anche per chi evade la Tari, e si tratta di una quota intollerabilmente alta”.

Come sottolinea Claudio Bettazzi, Presidente di CNA Toscana Centro “Da anni sulla gestione dei rifiuti chiediamo chiarezza, una maggior efficienza del servizio e un contenimento dei costi, eppure ancora oggi non abbiamo chiaro il quadro regionale di quali e quanti impianti strategici si intendono realizzare e ancora oggi non è dato sapere che soluzione sarà trovata a fronte della chiusura del termovalorizzatore di Montale. Questi sono due passaggi fondamentali per ridurre i costi, ma serve un forte segnale di discontinuità da parte della Regione, perché non è sostenibile andare avanti a suon di aumenti. Le imprese non possono continuare a pagare per l’assenza di progettualità per nuovi impianti sul territorio, le inefficienze e la mancanza di investimenti legati alla gestione dei rifiuti: l’aumento della Tari che sfiora il 20% per le utenze non domestiche nel 2023 non è accettabile. Sul questo fronte, tra lentezze e mancati investimenti sugli impianti, il problema appare fuori controllo, e non ci sembra che la politica regionale se ne stia facendo carico. Anche la Multiutility, poi, può rappresentare un’opportunità, a condizione che porti ricadute positive che generino efficienza e risparmio e che si lavori attraverso un tavolo di confronto con le associazioni: in caso contrario, non vorremmo trovarci di fronte all’ennesimo fallimento della politica su questo territorio”

 

 


Condividi!

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su