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Crestini sul Superbonus: retroattività inaccettabile

Caduta verticale di fiducia e conseguente irrigidimento di tutto il settore casa. Il pratese Stefano Crestini, presidente nazionale della categoria edilizia di Confartigianato, non fa sconti al disegno di legge approvato ieri in Senato che di fatto stringe i cordoni del Superbonus.
“Confartigianato ha sempre manifestato disponibilità a individuare soluzioni per il nostro senso di responsabilità verso il sistema Stato – spiega Crestini – Quello che riteniamo inaccettabile è però la retroattività del provvedimento per la dilazione in dieci anni del credito, ledendo di fatto il principio del legittimo affidamento, garanzia imprescindibile per ogni Stato di diritto. Questo rischia di mettere in grave difficoltà le imprese del settore casa che si erano organizzate facendo spesso importanti investimenti per i lavori da effettuare, e che adesso si troveranno a pagare allo Stato le tasse pur avanzando dallo stesso somme ingenti”.
Una marcia indietro che stride inoltre con gli obblighi imposti dalla Direttiva Casa Green di marca europea ‘che impone un adeguamento degli edifici in termini di emissioni ed efficientamento energetico nei prossimi anni’. “Si tratta – dice Crestini – di un tema che dovrà essere chiarito. Finora non c’è stata nessuna disponibilità al confronto, pur avendo manifestato la nostra contrarietà al provvedimento con una lettera al ministro sottoscritta dall’intera filiera edilizia”.
Ma se il disegno di legge sul Superbonus, che adesso dovrà passare alla Camera, colpisce direttamente l’edilizia, le sue conseguenze rischiano di colpire la fiducia anche degli altri settori.
“Se passa il principio della retroattività su quanto previsto dalle agevolazioni economiche – si chiede Crestini – chi può garantire che lo stesso non potrebbe accadere anche in altri casi, come ad esempio per il finanziamento 4.0? Questo grave precedente rischia insomma di instillare negli imprenditori il timore che, beneficiando di bonus statali, si potrebbero trovare in seguito in grave difficoltà se questi venissero modificati retroattivamente”.


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