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Efficienza energetica: adottata direttiva per decarbonizzare l’edilizia

È stato approvato il testo della direttiva europea “Energy performance of buildings directive (Epbd)”, ovvero la direttiva conosciuta come “Case green”. Dopo due anni di lavori, avviati a fine 2021 con la proposta di revisione della direttiva 2010/31/Ue, presentata dalla Commissione europea che ritiene gli edifici dell’UE responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra, si spiana la strada all’obiettivo emissioni zero entro il 2050 nel settore dell’edilizia. Le nuove costruzioni dovranno essere a emissioni zero dal 2030. Il termine viene anticipato di due anni se gli edifici sono di proprietà di enti pubblici. Entro il 2026 bisognerà ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni e il 26% entro il 2033, secondo i requisiti minimi di prestazione energetica. Per quanto riguarda l’eliminazione graduale delle caldaie a combustibili fossili, gli Stati membri dovranno predisporre misure vincolanti per decarbonizzare il riscaldamento e il raffrescamento delle case entro il 2040, vietando dal 2025 la concessione di sovvenzioni alle caldaie autonome a combustibili fossili. Sarà compito degli stessi Stati provvedere affinchè il consumo totale annuo di energia primaria di un edificio a emissioni zero, nuovo o ristrutturato, sia coperto da energia da fonte rinnovabile generata in zona o da una Comunità energetica rinnovabile. La direttiva non si applicherà agli edifici agricoli e agli edifici storici e di culto. Ma gli Stati membri possono decidere di escludere anche gli edifici protetti per il particolare valore architettonico o storico. Il testo — adottato a Strasburgo con 370 voti favorevoli, 199 contrari e 46 astensioni — deve ora essere approvato formalmente anche dal Consiglio dei ministri per diventare legge.


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